Scoperto nel cervello l’interruttore della creatività

In uno studio pubblicato sulla rivista “Cognitive Neuroscience”, coordinato da Sharon ThompsonSchill, è stato dimostrato che inibire l’attività della corteccia prefrontale, l’area del cervello che funziona come una sorta di filtro impedendo ai pensieri e alle sensazioni e ai ricordi irrilevanti di interferire con ciò su cui ci si sta concentrando, può aumentare le capacità creative. Quest’area è la sede del controllo cognitivo e funziona come una sorta di filtro, che evita influsso di interferenze quando siamo alle prese con un compito che richiede razionalità. L ‘esperimento è stato eseguito su un gruppo di volontari impegnati in un test di creatività. Ai partecipanti veniva mostrata una sequenza di 60 oggetti di comune uso quotidiano, uno ogni 9 secondi, per i quali veniva richiesto di pensare a un utilizzo diverso da quello ordinario. Veniva quindi misurato il tempi impiegato per dare risposte valide. Ipotizzando che alti livelli di controllo cognitivo rappresentassero in questo caso un freno a migliori performance, gli scienziati hanno provato ad inibire l’’attività della corteccia prefrontale sinistra attraverso una metodica non invasiva ( stimolazione transcranica a corrente diretta). Quando è stata bloccata l’attività della corteccia prefrontale sinistra è aumentata la capacità di associare ad un oggetto una funzione più fantasiosa. I risultati ottenuti dagli scienziati supportano l’ipotesi che un controllo cognitivo troppo elevato possa essere uno svantaggio in alcuni casi, ad esempio nelle fasi iniziali dello sviluppo.
http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17588928.2013.768221?journalC...